martedì 25 luglio 2017

Pensieri

Il nostro, anche se è un rapporto ancestrale, è un rapporto con tante sfaccettature. Fatto di lunghi silenzi, di accelerate violente, di mille tormenti. Stilettate improvvise, sensazioni di vuoto, bisogno di colmare distanze. Quando il sole tramonta la voglia di starti vicino, per condividere noie, gioie, dolori. Tutto rimane sospeso nel limbo. Non mi è dato sapere se il vento ha trasportato un tuo bacio per stamparlo sulle labbra di un sognatore.
                                                                                             Giuseppe Romano

25/07/2017

domenica 23 luglio 2017

Chiave di lettura

 

Cosa mi manca
in questa giornata afosa
che tarda a tramontare,
con il sudore che scivola
lesto, adesso, sulla pelle?

Nemmeno l’ombra,
che nasconde il sole,
mi tende una mano
ed il ronzìo di un motore
lontano si mescola a quello
di zanzare, spavalde
di suggere il mio sangue.

Cerco una chiave
di lettura al dubbio.

Ecco.

Manca il tuo sguardo
penetrante, la tua
parola lancinante,
le inquietitudini di sempre.

Resta il silenzio,
parte di te e del mio
essere anormale.


                                   Giuseppe Romano

23/07/2017


mercoledì 12 luglio 2017

Premio Arte e Cultura

La Giuria della XXI^ Edizione Premio Internazionale "ARTE E CULTURA" bandito dall'Accademia Internazionale di Belle Arti, Lettere e Scienze Michelangelo Angrisani mi ha conferito il Premio Speciale per la Sezione Poesia Lingua Italiana. La premiazione è avvenuta a Cava de' Tirreni in data 25 Giugno 2017. Si ringrazia la Giuria per il premio conferitomi .    Giuseppe Romano

martedì 4 luglio 2017

Eppure...



Eppure ho sete di te
quando i momenti bui
pulsano incertezze,
con i ginepri avviluppati
tra cocci di vasi devastati.

Al crepuscolo dei giorni
ho sete di acqua pura
per mondare l’anima
impazzita che insegue
fantasmi senza volti.

All’orizzonte, lentamente,
un sipario scorre,
oscurando la scena.
Rievoca la chiusa
del gioco delle parti.


                         Giuseppe Romano

4/07/2017

sabato 1 luglio 2017

Il mio deserto di Carolina Monaci


Carolina Monaci, atleta malcesinese di Nordic Walking, ha partecipato recentemente alla “Ultra Sahara Race Namibia” che si è svolta a Namibia, attraversando il deserto della Namibia, percorrendo 250 chilometri in 5 tappe in autosufficienza, con i suoi bastoncini di nordic walking, per chiudere la gara al 2° posto tra le donne partecipanti, nonché tredicesima assoluta in classifica generale.
Della gara, ma anche di altro, Carolina ha voluto parlare il 30/06/2017, usufruendo della Sala Consiliare del Comune di Malcesine, alla presenza di un numeroso pubblico che l’ha ascoltata, ma soprattutto applaudita, durante il suo exursus narrativo.
Per descrivere l’impresa e i diversi momenti vissuti e superati, Carolina ha preferito iniziare a raccontare la sua vita partendo da molto lontano, dai suoi 6 anni, quando faticava ad esprimersi per problemi di dislessia. Elabora allora una sua prima esperienza di vita, con il desiderio di superare le sue difficoltà a relazionarsi con gli altri. Grazie al contributo dei suoi familiari inizia ad affrontare le difficoltà della montagna, suo primo amore, gareggiando in trekking e confrontandosi con atleti maschi in Alto Adige, location particolare e speciale per le vallate e le montagne alpine.
Successivamente, per l’amore dei viaggi, visita anche il Nepal ed altri paesi orientali, con l’opportunità di conoscere luoghi diversi dai nostri, con civiltà ancora allo stato primordiale ed allo stato puro.
L’ascesa delle montagne innevate, il raggiungimento di mete quasi proibitive per una donna, l’hanno maturata dentro, spingendola a provare nuove emozioni in giro per il mondo, sempre alla ricerca di luoghi particolari ed esclusivi.
A Calcutta ha avuto, anche, la possibilità di toccare dal vivo il dolore che si percepisce in quei luoghi colmi di povertà, con bambini abbandonati o handicappati, dove è ben visibile la disperazione che emerge negli occhi della gente, per la mancanza di mezzi che servono per la sopravvivenza, nonché per il dolore che circonda l’ambiente tutto.
A Calcutta si ammala, ma riesce a partire trovando ospitalità presso una struttura buddista che l’accoglie e la cura, aiutandola a ritrovare la pace con se stessa, liberandole la mente dagli orpelli della confusione mentale.
Esaurita la prima parte di questo percorso, è intervenuto Vittorio Cantoni che cura la parte relativa al dolore nel nostro fisico, con conseguente terapia atta a dominare il dolore stesso, anche nello sport, introducendo la seconda parte del viaggio di Carolina con una disamina particolare di tale terapia che, molto spesso, è solo mentale.

 Nella seconda parte Carolina si racconta descrivendo la prova sostenuta nel Sahara, assieme a tanti concorrenti maschi e pochissime donne, aiutandosi con i bastoncini e con lo zaino sulle spalle, attraversando il deserto, in competizione con altri atleti, ma nel contempo in solitudine con se stessa, attraversando diverse modalità di sabbia, subendo anche un leggero malessere alla gamba destra dovuto al ripercuotersi di un dolore che si era manifestato 3 settimane prima di partire per la competizione.
La gara è partita da Namibia il 30/05/2017, dopo un intenso allenamento effettuato per la maggior parte nel territorio di Malcesine, con la gioia finale di classificarsi seconda (2h 20m. dalla prima runner) tra le concorrenti donne, affrontando il deserto per 150 chilometri, con alcune fermate per approvvigionarsi d’acqua (1lt e mezzo ogni 10 km di percorso) e avendo in dotazione uno zaino per gli alimenti.
Molta forza di volontà per attraversare il deserto sapendo di partire tutti insieme e con la consapevolezza di rimanere soli con se stessi. Ma Carolina è stata più forte delle avversità, del dolore fisico, della solitudine, sconfitti con la tenacia e l’allenamento mentale; arrivando, comunque, al traguardo in condizioni ottimali.
Gli atleti sono stati supportati lungo il percorso da tende di appoggio con volontari e medici addetti alla distribuzione di bevande ed ogni assistenza di carattere medica e morale.
Carolina Monaci ha superato brillantemente la gara grazie anche ai preparatori che l’hanno allenata in modo completo.
Una performance che ci ha riconsegnato una Carolina più completa, come donna e madre, come atleta, come amica, per l’onore di Malcesine, del Veneto e dell’Italia tutta.
Grazie di cuore.

Giuseppe Romano
Malcesine, 30/06/2017

mercoledì 28 giugno 2017

Naufràgi


Invisibili,
artigli
affondano
le carni.

Nebuloso il domani
per naviganti acefali
di bussole, eppure
colmi di speranze.

Incontrollata,
la sferzata di vento
devia rotte
segnate da stelle.

L'oceano
colorato di rosso.
Volti anonimi,
inerti, fissano nubi.


Giuseppe Romano


23/06/2017


giovedì 22 giugno 2017

Pensiero

Gli uomini di qualsiasi razza e religione hanno creato sempre flussi di emigrazione/immigrazione per lavoro, turismo, ricerca di un mondo migliore da quello di origine. Spesso sono stati "deportati" per essere schiavizzati come hanno fatto gli Americani con gli Africani. Adesso "personaggi" creano movimenti per bloccare le frontiere, adottando diversi metodi anche cruenti, quasi una conservazione della specie alla quale appartengono, dimenticando che essi stessi sono stati originati da una miscellanea di molecole. Ricordiamoci, inoltre, che l'Italia, Paese al quale orgogliosamente apparteniamo, è stata ed è una Nazione di emigranti.

lunedì 12 giugno 2017

Il viaggio

 

Non sono io che ti tento.

E' la mia anima,
spinta dal vento,
che verga parole
sulla candida carta,
donando messaggi.

Scusa se il cuore
è guizzato veloce,
volevo fermarlo,
ma si ostina, perpetuo,
ad andare.

Il viaggio,
incuneatosi
all'alba del tempo
su strade ferrate,
non è giunto alla meta.

Rincorre cieli
dipinti d'azzurro,
sorrisi ancestrali,
parole d'incanto,
per non morire d'inedia.


                                           Giuseppe Romano



12/06/2017





lunedì 5 giugno 2017

Non ho paura

 
Silenziosamente,

l'anaconda rasenta

anfratti remoti.



Per ferire la preda

rapita dal sole,

l'attimo guata.



Il prato colmo di fiori,

il cielo spruzzato di note,

l'estasi inondata da quiete.



Inatteso l'attacco,

di rosso le mura,

sirene lontane.



Ma non sei vincitore,

infedele serpente,

perchè IO non tengo paura.






              Giuseppe Romano







5/06/2017


mercoledì 31 maggio 2017

lunedì 29 maggio 2017

Vorrei amarti...

 

Vorrei amarti più
di quanto ti amo,
rosa del deserto,
preziosa,
perché rara,
incuneata,
come sei,
nella sabbia rossa.

La mia anima,
persa tra i miraggi
e l’incandescente sole,
attende il crepuscolo
ed i sogni che, si spera,
non resteranno tali.


Giuseppe Romano

29/05/2017




venerdì 12 maggio 2017

Pensiero

Cos'è amarti se non un costante, meraviglioso, unico pensiero di te. Vivere per non finire dimenticato tra una folla anonima diretta a mete sconosciute e la speranza d'incontrarti, con la paura di non saperti dire: ti amo.

domenica 7 maggio 2017

Sofferenza


Pensi ch'io non soffra
quando la pioggia cade
sull'asfalto viscido,
reso tale da presenze
incessanti di lamiere
impazzite e variopinte.
E, invece, soffro, e
per l'umidità che penetra
le ossa e per la pioggia
che bagna il capo, difeso
da candide chiome,
resistenti al beffardo girare
dei giorni oramai contigui
alla parola fine.
Soffro per le non risposte
fuse con i tuoi tormenti,
colpiti dal fulmine
in un battito di ciglia.
L'orizzonte lontano
promette quiete,
frodando il cielo blu
e l'emergente sole.
Solo il fiume fluisce
veemente sotto il ponte,
agognando il mare aperto
per alienare il dolore.


                         Giuseppe Romano



6/05/2017



giovedì 4 maggio 2017

Sole


Ho trovato il sole
che faceva capolino
tra nuvole nere.

Dopo il temporale,
accompagnato
dall’arcobaleno.

La via ancora umida
delle lacrime di ieri
vergate ininterrottamente.

Il sole, apparso a spicchi,
tra le nuvole impazzite,
attende a scaldare il naufrago.

Briciole di speranza
tra i sassi abbandonati
sulla riva del fiume.


Giuseppe Romano

4/05/2017



PROGETTO POESIA IN AULA - RELAZIONE FINALE


Da una felice intuizione, scaturita dall'incontro informale tra il sottoscritto e la Prof.ssa Michela Bertuzzi, è nata l'idea di avviare il “Progetto Poesia in Aula” presso le prime classi della Scuola Media “Don Antonio Moretto” dell'Istituto Comprensivo di Malcesine.
A seguito di tale input, dopo le necessarie formalizzazioni e l'assenso della Dirigenza, nel mese di Gennaio, sono iniziati gli incontri con gli alunni della 1^A) e della 1^B), con il coordinamento delle Prof.sse Bertuzzi e Pietropoli, coadiuvate dalle loro preziose collaboratrici di sostegno.
Durante gli incontri, dopo il primo contatto propedeutico a sviluppare il concetto di “Poesia” nella sua accezione più vasta, si è proceduto alla presentazione e alla lettura ai ragazzi di opere di alcuni autori che rappresentano i cardini della Letteratura Italiana.
Ho ritenuto opportuno prendere in esame alcuni testi di autori dell'Ottocento e del Novecento come Pascoli, Pirandello, Totò (che nonostante la nomèa di attore comico scrisse alcuni bellissimi testi poetici), Guccini e ultimo, ma non ultimo, Giacomo Leopardi.
Nel corso degli incontri, inoltre, ho anche letto alcuni miei testi al fine di diversificare la poesia classica di autori noti con quella di un autore contemporaneo che vive la quotidianità dei nostri giorni.
Nel corso degli incontri ho avuto modo di constatare l'interesse e la curiosità per qualcosa di diverso della normalità di tutti i giorni con commenti sui testi letti assolutamente non banali.
Una lieta sorpresa, infine, la produzione da parte dei ragazzi di alcune poesie ispirate dal modo di sentire e di vivere il loro momento.
Credo che quest'ultimo aspetto sia la risultante più ottimale di tutto il Progetto.
L'avere stimolato i ragazzi a “pensare”, abbandonando il modo di essere virtuale e tecnologico di oggi, nonché catturare la loro attenzione durante i nostri incontri è la positività che è emersa da questo nostro percorso di poesia.
Vorrei ringraziare la Dirigente che mi ha consentito di sviluppare queste tematiche all'interno della Scuola e le docenti che mi hanno supportato durante gli incontri.
Un ringraziamento particolare, però, va ai destinatari di tutto ciò che con la loro curiosità, con le loro domande, con i loro commenti e con le poesie che alcuni di loro hanno scritto, hanno contribuito a rendere costruttivo ed intenso tutto il Progetto, con la speranza di avere la possibilità di parlare ancora di poesia.
Si ha l'albero se si pianta il seme.
Il nostro auspicio è quello di essere riusciti a seminare abbondantemente.

                                                                          Giuseppe Romano

        Malcesine, 4/05/2017


venerdì 28 aprile 2017

Metamorfosi



Lentamente,
al buio cammino,
angoscioso incontrarti.

Ancora il buio,
lancinante
il dolore.

In controluce,
il negativo che scruto,
il buio straziato.

Grida lontane
affogano lacrime,
compagne le urla.

Avanzo nel buio,
silenzio contiguo,
il vuoto d'intorno.

Macerie intricate,
con foglie ingiallite
a fare corolla.


                         Giuseppe Romano



28/04/2017

martedì 25 aprile 2017

Pensiero

Sentirai lacerare il cuore, riempirsi di lacrime gli occhi, sentirti mancare di botto. Resterai sola con il tuo dolore, in silenzio, pensando ai sorrisi mancati. Ma risolleverai il tuo mondo abbracciando il ramoscello che ti aiuterà a rivivere felici momenti. Il tempo allevierà le ferite che il destino ti ha procurato. Ci sarà un guardiano del faro: E tornerai a rivedere le stelle.
        25/04/2017

domenica 23 aprile 2017

Schegge



Così accade che uragani
improvvisi cancellino
piste di cemento,
indistruttibili per
comuni mortali,
pedoni quotidiani.

L'ordine degli addendi,
sconvolto dallo tsunami
spedito con lettera normale
giunta nella notte.

Le schegge,
scagliate sull'inerme
bersaglio,
visibili solo a te stesso.


                         Giuseppe Romano



23/04/2017

venerdì 21 aprile 2017

Il ponte

 
E' crollato il ponte.

Tracciava vie
per future mete.

Nell'asettica stanza
un altro ponte è crollato.

Senza speranze.

Minaccia tormente
il cielo plumbeo.

Domani incerto
senza luce certa.

Lacrime amare
come fiumi in piena.

Si aggira per la stanza
un'inconsapevole bambola.


                         Giuseppe Romano.


             20/04/2017

martedì 11 aprile 2017

L'invito



Mi arrampico
per non scrivere
melanconici versi.

Poi alzo gli occhi,
assorbo notizie,
ascolto il mio cuore.

La palude,
invasa da miasmi,
occulta visioni
di soli, con la luna
che fugge e le stelle
non più sorridenti.

L'àncora, che invita
a non scrivere
melanconici versi,
rimane silente
e lontana.

In sogno l'arcobaleno...

                           Giuseppe Romano



11/04/2017




venerdì 7 aprile 2017

Orrore



Il cielo è rosso,
la terra un fosso,
film di guerra
attorno alla serra.

Il vuoto aspettare,
voglia di andare,
inferno vicino,
arde un lumino.

Non odo lamenti,
solo tormenti,
bimbi innocenti
zittiti dai venti.

Il Papa che grida,
il Tizio che sfida,
il bimbo che muore,
la bomba nel cuore.

Giuseppe Romano.
7/04/2017

mercoledì 29 marzo 2017

PROGETTO POESIA IN AULA

 

Nel viaggio che abbiamo intrapreso per parlare di poesia con gli alunni delle prime medie dell'Istituto Comprensivo di Malcesine, interessante è stata l'analisi sulla poesia di Totò “A livella”
Ai ragazzi è piaciuta l'umanità di questo grande attore che, con questo testo, ha voluto evidenziare l'uguaglianza che dovrebbe esistere tra gli esseri umani di qualsiasi estrazione sociale.
Essere marchesi o netturbini non dovrebbe ostacolare il rapporto paritario tra gli esseri umani, concetto quest'ultimo che dovrebbe valere non solo da morti, ma soprattutto da vivi.
Chiusa la disamina sulla poesia di Totò, l'attenzione si è focalizzata su un altro grande autore della letteratura italiana: Luigi Pirandello.
Tratteggiati i contorni più marcati dell'opera del Nobel agrigentino, ci si è immersi nella lettura di una delle novelle più note dell'opera pirandelliana: La giara,
Com'è noto, la novella descrive, con ironia, uno spaccato della vita in una masseria siciliana, luogo dove si svolgevano e si svolgono diverse attività agricole, dalla mietitura, alla lavorazione del vino, alla spremitura delle olive e che raccoglie, attorno all'aia, i componenti più variopinti della quotidianità contadina, con l'arroganza del padrone (Don Lollò), la furbizia del conciabrocche (Zi' Dima Licasi), la presenza degli operai che si divertono a sbeffeggiare l'uno o l'altro.
Infine, per arricchire il momento di poesia, ho ritenuto opportuno leggere un componimento tratto da “VORAGINI ED APPIGLI” (Editrice Pungitopo – 2016) pubblicato da un autore contemporaneo, il poeta palermitano Nicola Romano, che con i suoi versi profondi e graffianti nello stesso tempo ha conquistato un livello di primo piano nel panorama poetico nazionale e internazionale.
La poesia letta (Pericolo scampato) rappresenta per l'autore un momento particolare della propria vita, là dove paventa il pericolo di dover abbandonare la casa dove sono cresciuti i figli e che lo ha accompagnato nei diversi momenti della vita, quasi “come calda placenta”.
Ciò ad ulteriore conferma che la poesia è testimonianza di un momento, è sentimento, è emozione.
Il viaggio continua, con la speranza di mantenere vivo l'interesse e la curiosità dei nostri giovani amici che ci stanno seguendo in questo Progetto.
La prossima tappa la scopriremo più avanti.

                                                                                                   Giuseppe Romano

Malcesine, 29/03/2017

sabato 25 marzo 2017

Arbusto selvaggio

 
Le ombre
dettate
dal sole.

Figure
mutate
dai venti.

Emerge,
selvaggio,
l'arbusto.

Immune.
Confini
negati.

                 Giuseppe Romano



            25/03/2017

giovedì 23 marzo 2017

Comunicato

Si porta a conoscenza che il poeta Giuseppe Romano è stato inserito nell'annuario "Arte e Cultura" Accademia di Belle Arti, Lettere e Scienze, giunta alla 5° edizione dal titolo "Parole, Segni e Colore" curato da Michelangelo Agrisanti. Complimenti Pino per questo nuovo traguardo professionale che si aggiunge ai tanti riconoscimenti ottenuti dalle tue poesie, che sono sempre una nuova scoperta per il lettore che si avvicina alla tua prosa. Un abbraccio tuo cognato Angelo.

giovedì 16 marzo 2017

PROGETTO POESIA IN AULA


Il progetto “Poesia in Aula” prosegue il suo cammino di concerto con l'Istituto Comprensivo di Malcesine.
Nell'incontro quasi settimanale con le prime classi, abbiamo avuto la possibilità di constatare l'attenzione dei ragazzi sui vari temi affrontati. Si è posto l'accento sul fine che deve avere la poesia e sul messaggio che la stessa vuole trasmettere al lettore ed all'ascoltatore, meditando sulle parole e sui versi in generale.
Esaurita la contestualità con la quale Giovanni Pascoli scrisse “La cavalla storna”, con l'analisi del testo ed il commento da parte dei ragazzi, ho ritenuto opportuno focalizzare la loro attenzione su un altro autore che, conosciuto soprattutto come attore comico, ci ha lasciato dei testi poetici che sono rimasti incastonati nell'ambito della letteratura italiana del 900: Totò.
Il principe Antonio de Curtis, nato a Napoli alla fine dell'800 e morto a Roma nel 1967, a tutti noto come Totò, interpretò innumerevoli film di natura comica, interpretando verso la conclusione della sua carriera, a testimonianza della sua grandezza di attore, dei ruoli drammatici sotto la direzione di registi di fama mondiale.
Ma la sua qualità meno conosciuta è stata quella di poeta, con poesie che lasciano trasparire tutta la sua umanità e la sua intelligenza.
In aula ho scelto di leggere ai ragazzi la poesia che, forse, è la più nota, ma è anche quella che raccoglie gli aspetti più intimi e più veri della vita: 'A livella.
Una poesia che vuole trasmettere un messaggio universale di uguaglianza tra due uomini (il marchese ed il netturbino) accomunati nella morte e, quindi, resi uguali al cospetto del mondo che li ha visti, in vita, vivere una vita diversa.
Messaggio importante per chi nella quotidianità è costretto dagli eventi a rimarcare diseguaglianze, ricchezza e povertà, religioni che non parlano la stessa lingua.
Il prossimo viaggio vuole circumnavigare il mondo di Luigi Pirandello, Premio Nobel nel 1934 per la Letteratura, con la sua complessità drammatica e ironica nello stesso tempo, che ha lasciato un importante messaggio nell'ambito della letteratura italiana.

                                                                                     Giuseppe Romano


Malcesine, 14/03/2017


domenica 26 febbraio 2017

Noi



Noi, ricchi di sole
parole, compagne
di giochi creati
con mani e con legno
rubato all'ulivo
con fare furtivo.

Noi ancora qui,
osserviamo silenti
anime nuove,
invisibili onde,
giochi proibiti
di lontani fratelli.

Beffarda, la luna,
sorride alle stelle
        
                      Giuseppe Romano



26/02/2017

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